ti emo











{marzo 15, 2013}   The Dowsers – The Last Call

the dowsers band

Cosa puoi dire ad un gruppo che non solo si esibisce nel proprio Paese, ma che ha già valicato i confini italici per approdare nei locali londinesi? Di certo nulla di troppo sconveniente, ci si può solo limitare a raccontare. Basta partire dalla cosa più semplice: il nome. The Dowsers sono i rabdomanti, quelli alla continua ricerca dell’acqua, fonte di vita per l’uomo.

di Miss  Angela Mingoni

La ricerca, quindi, diventa fondamentale nello stile di questo gruppo, che negli anni ha subìto una vera evoluzione, cercando di carpire i segreti dell’elettronica per applicarla alla loro musica; il risultato è The Last Call, Ep di sole tre tracce che sintetizza nel migliore dei modi la loro essenza. Ciò che accomuna “What they will say” e “A melodious song” è la sottile somiglianza allo stile Depeche Mode, uno dei maggiori gruppi internazionali, famosissimi e spericolati, persino al giorno d’oggi, con alle spalle una corriera longeva che fonda le sue radici negli anni ’80. La voce è calda e avvolgente, senza sbavature o imperfezioni di pronuncia, particolare essenziale se si sceglie l’inglese come lingua di rappresentanza.

I sintetizzatori la fanno da padrona e “storpiano” le basi fino a farle diventare ballabili e orecchiabili, fino a fartele entrare in testa quasi a forza. “A melodious song”, inoltre, sembra avvicinarsi molto al genere della ballad perché è delicata e tenera ma senza annoiare.Porta con se un carico di dolcezza che ti convince a sorridere qualsiasi sia il momento in cui la ascolti. Ti scalda lo spirito. Ti commuove.Ma il progetto The Dowsers è anche rock e allora ecco le chitarre, potentissime e suonate con grande capacità. Non sovrastano mai il cantato ma danno quella spinta in più che completa in grande stile i tre pezzi.

Ultima canzone, anche se in ordine sarebbe la prima, è “The last call”. Siamo sempre lì, sono bravi, sono ottimi musicisti, si sforzano di essere diversi e ci riescono. Il basso, la voce, la batteria, tutto è perfettamente sincronizzato e unito fino a creare un impasto così piacevole che ascolti il pezzo ripetutamente e non trovi nessun difetto, nessuna sbavatura. Si capisce dalle prime note che i ragazzi milanesi hanno stoffa e di quella pregiata. Sicuramente il merito va ai numerosi live a cui hanno dato vita nell’hinterland nordico e alle performance in terra straniera, che hanno permesso loro di affinare al meglio le loro tecniche e di “rubare” qualche idea, qualche mood agli amici anglosassoni.

L’elettro-rock non è sicuramente un genere di punta qui in Italia, poco se ne parla e ancora meno se ne sente. Il coraggio di un gruppo sta nell’uscire dagli schemi per proporre qualcosa che sia assolutamente nuovo. The Dowsers ci possono riuscire con testardaggine e perseveranza, tanto che “la band ha l’obbiettivo per il prossimo futuro accanto alla continua attività creativa, di raddoppiare gli spettacoli dal vivo in Italia e all’estero e di trovare la strada per portare la propria musica e il proprio messaggio al più largo pubblico possibile”.

Se queste sono le premesse, attendiamo con ansia l’album che premierà, a ragione, i loro sforzi. Angela Mingoni



Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

et cetera
dagolou

This WordPress.com site is the bee's knees

Rock the Shop

stomping...pumping...grinding...thumping..

My Trephine

Locked Lips Also Sink Ships

La Giornalista Scalza

A great WordPress.com site

1 Song 1 Show

a singular show inspired by a solitary song

I(r)Radiati

Con una erre o due?

Daniele Salomone

Archivio online

INDIEgestione

una scorpacciata di indie

Nudespoonseuphoria's Blog

100 cover versions and a kitchen sink drama

Wunderbar - Siena

"L'uomo prima è meravigliato, poi si muove." (F. Hadjadj)

Newtopia

Free Music for Free People

« A MEGGHIU PAROLA E' CHIDDA CA ◙ SI RICI » || di Gabriele Ener.

Ciò che non siamo in grado di cambiare, dobbiamo provare a descriverlo.

L'ultima Thule

Dove la musica è ancora una ragione di vita (un blog di Federico Guglielmi)

baseMultimedia

Comunicazione e Promozione

Le Grandi Recensioni

recensioni semiserie di musica, cinema, letteratura eccetera

STRANGE JOURNAL

A great WordPress.com site

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: