ti emo











ilgiardino

Focalizzato sull’assunzione delle droghe e il bisogno spasmodico di dipendere da sostanze per riuscire a godere di ciò che ci circonda, il nuovo videoclip dell’alternative rock band sarda è una critica al dover apparire a tutti i costi, a chi pensa che quello che conta sia il giudizio degli altri. “Non fare il punk!” anticipa l’uscita del secondo capitolo discografico “Medusa” prevista per fine aprile.

Genere: alternative rock, electro, cantautorato rock

Label: Autoproduzione

https://youtu.be/uggU5lE6f80

È ora disponibile su YouTube il video di Non fare il punk!, singolo che anticipa l’uscita del nuovo album della band Il Giardino, intitolato Medusa. Diretto da Enrico Sanna e montato da Giorgio Gaetani (LAIB3T), il video è stato girato presso il Touch Club di Sassari e vede protagonista di alcune delle scene principali il giovanissimo ballerino Andrea Martine, campione italiano di Samba 2016/2017 (scuola F.Art Studio Dance di G.Madeddu).

Il brano anticipa il nuovo sound della band, rivelando una direzione che dà maggior risalto al ruolo del sintetizzatore nelle canzoni. Il messaggio di fondo è una critica al dover apparire a tutti i costi, a chi pensa che quello che conta sia il giudizio “degli altri”. Il video si concentra sull’assunzione delle droghe, il bisogno spasmodico di dover dipendere da sostanze per riuscire a godere di ciò che ci circonda.

Medusa è il successore dell’esordio Il mondo in due, disco in vendita su tutte le piattaforme digitali. Pubblicato nel marzo 2016, è stato registrato al Domosound Studio e masterizzato presso l’Eleven Studio di Andrea de Bernardi. L’artwork è stato realizzato da Daniele Diana, versando delle gocce d’inchiostro in un bicchiere: esse rappresentano i colori principali del mondo, ovvero il blu e il verde, dividendolo in due: da qui il titolo Il mondo in due. Le influenze sono molteplici, dalla musica rock anni ’90 inglese ai grandi cantautori italiani.

La prima canzone estratta, La gente del villaggio, prende spunto dal sottotitolo di Un matto di Fabrizio de André (dietro ogni scemo c’è un villaggio) e racconta la storia di Francesco, un ragazzo che si è da poco trasferito in un paese nuovo e si innamora di un altro ragazzo del posto. I due si incontrano di nascosto, ma gli abitanti lo vengono a sapere e uccidono il nuovo arrivato dopo avergli teso un agguato.

https://www.youtube.com/watch?v=0HuM7bFLDiw

Il video è stato diretto da Daniele Diana e si svolge in un vero e proprio villaggio abbandonato, Rebeccu, paese fantasma. Alcune scene sono state girate presso il villaggio disabitato di Santa Maria de Sauccu, posto quasi fiabesco, per dare l’idea di un fenomeno fuori dal tempo, che si protrae da secoli e che difficilmente vedremo finire presto. I costumi, realizzati da Davide Cossu ed Elisabetta Daga, sono liberamente ispirati al film Eyes wide shut e rappresentano l’ignoranza, l’omertà e il pregiudizio insito nelle persone.

Grazie all’album, la band ha aperto il concerto di Appino (Zen Circus) e de I Cani per il festival Abbabula 2016.

Line up

Alberto Atzori – Voce, chitarra
Fabiano Musinu – Chitarra
Carlo Manca – Basso
Simone Giola – Batteria
Edoardo Usai – Tastiere

Biografia Il Giardino nasce da un’idea di Alberto Atzori (voce) e Fabiano Musinu (chitarra) nel 2010, originariamente con il nome Garden States. I due decidono di fondare una band orientata sulla musica inglese degli anni ’90 e dei primi anni 2000. Inizia la stesura dei primissimi brani, influenzati da band quali Oasis, Kasabian, U2, Radiohead. Nell’estate del 2013, i Garden States autoproducono il primo EP, “Wonders of the World”, seguito poi da “Barking up the right tree!” il 1 Settembre 2014. Seguono svariati live in tutta la Sardegna per promuovere il disco. Nel 2015 la band comincia a comporre in italiano, l’elettronica viene quasi del tutto abbandonata e il nome cambia, per adattarsi alla scrittura dei nuovi testi: nasce così Il Giardino. Nel settembre 2015 la band entra in studio per incidere il primo album intitolato “Il mondo in due”, pubblicato il 31 marzo 2016. Il lancio del disco viene preceduto da concerti universitari, concerti acustici nei licei di Sassari e live in alcuni locali, compresa la partecipazione al contest “Arezzo Wave Festival”, nella data di Cagliari. Il 15 aprile dello stesso anno il gruppo presenta le copie fisiche de “Il mondo in due” presso la Libreria Dessì (Mondadori) a Sassari, ricevendo un ottimo riscontro di pubblico e critica. A seguito della presentazione, la band viene invitata a partecipare al Festival Abbabula 2016, il 14 maggio, per aprire il concerto di Andrea Appino e de I Cani. Il 27 febbraio 2017 esce “Non fare il punk!”, nuovo singolo/videoclip che prelude alla release del secondo album “Medusa” fissata per il 24 aprile.

Contatti

https://www.facebook.com/IlGiardinoBand/

https://itunes.apple.com/it/album/il-mondo-in-due/id1093450589 https://open.spotify.com/album/0zYOMab0XpaqtsDji6FcNo

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laprossimainfezione

Ad un anno dall’esordio la band romana si prepara all’uscita del secondo disco, anticipato dalla promozione del nuovo singolo-videoclip: uno spaccato crudo e diretto della macabra realtà che ci circonda.

Genere: indie rock / grunge / alternative rock / garage

Etichetta: Autoproduzione

Dopo l’anteprima esclusiva su Shiver Webzine, esce ufficialmente La prossima infezione, il nuovo video de La sindrome di Kessler.

La tematica affrontata nel video riguarda il rapporto umanità/disumanità, un gioco di specchi che serve a ricordarci come siamo e con chi abbiamo a che fare: noi stessi e i nostri simili, i contorti meccanismi sociali, gli input/obblighi offerti/imposti dalla modernità, la schiavitù tecnologica, spesso autoinflitta, orrori e meraviglie e tutto quanto possa far cadere in un vortice di disorientamento e annichilimento. Recinzioni e barriere da cui dobbiamo liberarci per ritrovare una più equilibrata dimensione umana, di cui, lentamente, pare ci stiamo dimenticando.

Così recita la canzone nel suo incipit: “Ed ora che hai scoperto che è tutta una finzione, ammirerai la posa di un’altra recinzione?”

Interpretato da Mark Zao – protagonista estremo e distorto che incarna la “folle voracità” del presente facendosi simbolo del rutilante mondo in cui viviamo – questo videoclip, crudo e diretto come solo la realtà sa essere, consolida ormai la collaborazione e l’amicizia con il regista Idio, siglando il terzo lavoro consecutivo con la band dal 2015.

La sindrome di Kessler è tornata dal vivo a Roma il 14 gennaio in una data split con la band capitolina La salamandra presso il locale Defrag.

la-sindrome-di-kessler

Band:

Antonio Buomprisco: Voce-chitarra

Canio Giordano: Chitarra-voce

Sancio: Basso

Luca Mucciolo: Batteria

Credits

Regia, fotografia, montaggio: Idio

Sceneggiatura: Idio e Lsdk

Protagonista: Mark Zao

Contatti:

Mail: lsdkessler@gmail.com

Fb: La sindrome di kessler

YouTube: La sindrome di Kessler

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Secondo singolo estratto dal quarto disco “Apologia del calore”: da un lato un’analisi in negativo della società contemporanea, dall’altro un mezzo di ricerca di piccole soluzioni e input che offrano la speranza in un futuro migliore.

Genere: alternative rock, stoner rock, cantautorale

Label: Discipline

Distribuzione: Master Music S.r.l

Si intitola Al veleno il nuovo singolo/videoclip dei Quarzomadera. Successore di Nel nucleo, singolo d’anticipazione della quarta fatica in studio Apologia del calore uscito lo scorso maggio per la label Discipline, il brano ruota attorno ad un tema che ha principalmente due chiavi di lettura.

La prima è un’analisi in negativo della società dei nostri tempi, così poco produttiva, impoverita, carica di conflitti, illusioni, falsi miti e false promesse, dove i pochi “vincenti” sono sempre più vincenti e i molti “perdenti” sono sempre più perdenti; una forma quindi di costante incertezza sul proprio presente e futuro che, unita al bombardamento mediatico di notizie poco rassicuranti provenienti da tv, radio, web e stampa, può portare l’individuo ad una sorta di progressivo avvelenamento sociale, rendendolo così statico ed inerme, se non peggio aggressivo o violento.

La seconda chiave di lettura, come molto spesso accade nei testi della band, è quella della ricerca di piccole soluzioni e di input per l’ascoltatore che alimentino la speranza di approdare a veri, positivi, sostanziali cambiamenti e miglioramenti nella vita di ciascuno di noi.

Il videoclip, che vuole così rappresentare anche visivamente una parte di queste suggestioni, alternando immagini tipicamente “onstage” del duo volutamente filtrate a scene di un ipotetico “avvelenamento da notizie”, si avvale (come per il precedente Nel Nucleo) della regia e del montaggio di Alberto Alessi (Looksound Multimedia), con soggetto ideato da Davide Sar (voce, chitarra e programmatore basi della band) qui anche in veste di attore.

Video Credits

Regia, direzione della fotografia e montaggio: Alberto Alessi (Looksound Multimedia)

Soggetto: Davide Sar

Locations: sala 4 Frequenze Studio (Monza), un appartamento (Monza)

Aggiornamenti sulle date dal vivo, info principali, notizie e molto altro ancora su www.quarzomadera.it

Apologia del calore https://soundcloud.com/quarzomadera/sets/apologia-del-calore

Registrato e mixato lo scorso febbraio al Frequenze Studio di Monza Apologia del calore è il disco più forte, potente e diretto della band lombarda, ovvero Davide Sar (voce, chitarra, bass & keyboards programming) e Tony Centorrino (batteria, percussioni). Rappresentando il fuoco, chiude idealmente e concettualmente una serie dedicata ai quattro elementi in natura: l’acqua con Cardio & Psiche (2006), l’aria con Orbite (2009), la terra con L’impatto (2012). 8 brani decisamente orientati verso l’alternative rock di matrice stoner, con testi (ancora rigorosamente in italiano) sempre più ribelli e critici nei confronti della società contemporanea.

Contatti

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Terzo estratto dall’album Chrysalis della band laziale, un piccolo elogio indie pop a tutte quelle cose in grado di portarci oltre la superficie.

Genere: indie/rock

Etichetta: Mauna Loa

Distribuzione digitale: Believe

Immagina di trovarti in una caverna buia dove il tuo unico punto di riferimento è un piccolo spiraglio di luce, ecco quella è Light.

Light è un piccolo elogio a tutte quelle cose in grado di portarci oltre la superficie. Il mondo corre e si rincorre senza una meta precisa e invece abbiamo bisogno di fermarci a cogliere le sfumature, ascoltare la nostra anima, cercare la nostra meta, la nostra “Light”.

La melodia di questo brano, come racconta la band, è nata tempo fa giocando attorno al tema di Blue In Green di Miles Davis e Bill Evans. In fase di arrangiamento poi v’era il desiderio di trovare qualcosa che spezzasse il mood del resto del disco in registrazione.

Volevamo un groove sostenuto e un riff sbilenco, un qualcosa di più cattivo che ci ricordasse i Muse. Alla fine è venuto fuori un pezzo schietto e diretto che si distacca dagli altri brani del disco ma che incarna allo stesso tempo tutte le sfaccettature e gli eclettismi che la critica ci ha riconosciuto anche negli ultimi mesi. Ancora una volta la voglia di avvicinare mondi che sembrano lontani.

In questi tempi in cui si vive tutto in diretta live, tutto viene postato, si entra gli uni nelle realtà degli altri, le Metamorfosi hanno deciso di fare un video in cui il set potesse essere la loro di realtà. E quale realtà migliore di una metropoli come Londra per raffigurare le gabbie contemporanee nelle quali siamo tutti un po’ rinchiusi.

Abbiamo girato il nostro video con una stecca selfie e alla metà del tempo perché il mondo corre ma noi no. La scenografia che ci ha regalato Londra e le sue persone è unica ed irripetibile in ogni scena e l’abbiamo trovata perfetta per questo pezzo. Qualcuno si è fatto qualche domanda vedendoci con chitarre e bacchette in mezzo alle strade trafficate e di certo ci siamo beccati le occhiatacce della polizia.”

Credits

Low-fi production, selfie stick, iphone 5

Regia: Metamorfosi

Montaggio video: Antonio Zannone

Chrysalis https://open.spotify.com/album/07jiIbryFhoha0hQ4E5rwN

L’ultimo disco Chrysalis, come suggerisce il nome, segna per la band un passaggio, un’ulteriore metamorfosi, forse quella finale, chissà. “È un lavoro che sentiamo cucito addosso e che ci racconta in una fase di cambiamento radicale.” – afferma il gruppo laziale – “Un disco in cui ci siamo esplorati, spogliati e messi alla prova. Lo consideriamo fondamentale perché è l’inizio dell’esperienza internazionale e perché ci sta stimolando a farne un altro.”

Presto il trio cambierà nome e assumerà nuova forma. “Stiamo esplorando nuovi paesaggi sonori e pensiamo già al nostro nuovo album… Stavolta suonato completamente in trio, più minimale, più diretto e con più elettronica.”

Bio: Metamorfosi come mutamento inteso, come trasformazione in altra natura. A giudicare dalla storia del gruppo traspare come sia stato il nome a sceglierli, e non il contrario: un intrecciarsi e combinarsi di personalità artistiche e sensibilità diverse, un avvicendarsi di estro e individualità, ognuna delle quali ha contribuito, in modo diverso, alla maturazione della band, tuttora in divenire. Dal 2005 al 2010 il progetto vive una prima fase embrionale in cui la personalità dei giovani musicisti e la formazione stessa prenderà forma. Lavorano ai primi inediti e da subito si confrontano in contesti importanti in tutta Italia, tra cui ItaliaWave, Music Village, BolognaMusic Fest, Sanremo Rock Festival, Rock Targato Italia, la partecipazione a Salaprove di RockTv. Nel 2010 scrivono il primo album con l’ingresso di Sarah D’Arienzo alla voce che costituirà il tassello della band fino ad allora mancante. Vincono il Caserta Rock Festival, vengono invitati da G. Fasano al Festival Arte dell’Incontro di Trento. Nel 2011 sono finalisti del Festival Pub Italia. Nel 2012 pubblicano Chimica Ormonale, album interamente auto-prodotto, e contemporaneamente presentano l’omonimo singolo/videoclip ufficiale trasmesso anche su Italia 2 nella rubrica 16mm, vengono intervistati dal TgRegione Rai 3 per la rubrica Talenti vulcanici e sono ospiti dell’antico Teatro napoletano Trianon. Nel 2013 intraprendono l’avventura dell’1M Festival che li inserirà tra 700 gruppi in tutta Italia e li porterà sul palco del 1° Maggio a Roma trasmesso sulle reti Rai. Nel 2014 pubblicano il secondo singolo/videoclip Nuda e nel dicembre il singolo/videoclip autoprodotto Profondo. Nell’estate 2015 aprono il concerto di Max Gazzè nel suo “Coast To Coast Tour” e quello di Carmen Consoli nel “Meeting del Mare”; vincono il 1° premio dell’Ugo Calise Festival ad Ischia (NA) e il LazioWave, durante il quale aprono ai Marlene Kuntz. Sono ospiti delle rassegne “La Fabbrica Dei Mostri” a Oratino (CB), il Festival dei Teatri del Mediterraneo (LT), e “Rock Sotto Il Castello” di Maenza (LT). Nell’ottobre 2015 partecipano alle selezioni per Sanremo – Giovani Proposte, con il brano “Essenza (un gioco semplice)” e vengono inseriti nei 60 semifinalisti tra oltre 600 proposte in tutta Italia. Nel dicembre 2015 le Metamorfosi pubblicano il videoclip di “The Moon is Kiddin’ Me”, prima anticipazione dal nuovo album Chrysalis uscito il 12 febbraio 2016 volto all’esplorazione di nuove sonorità immerse in territori più ampi e lontani, per la prima volta in lingua inglese.

Nel 2016 la band apre ai concerti di Riccardo Sinigallia e Zibba, rispettivamente il 2 aprile e il 6 settembre @ Freedom Lounge Bar di Coreno Ausonio (FR), e a luglio/agosto è protagonista di un tour londinese che ha toccato il St.Moritz, il Fiddler’s Elbow, il Nambucca, il CrossFest e l’Alley Cat.

Contatti

www.facebook.com/lemetamorfosi

www.metamorfosiband.com



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Primo videoclip del cantautore umbro che precede la lavorazione di un nuovo capitolo discografico.

Genere: rock / pop / indie

Label: autoproduzione

Release date: 06.10.2016


La parte migliorehttps://youtu.be/523x2G9tTPo


È disponibile su YouTube
La parte migliore, primo singolo e videoclip del cantautore umbro MaveRik.

Un brano all’apparenza pop, che crea nell’ascoltatore una facile presa per poi virare su melodie e suoni decisamente più indie sorprendendo se stesso.

Racconta essenzialmente una storia tra due persone non scontatamente d’amore.. – afferma MaveRik – “I due personaggi si cercano, si sfiorano ma non riescono mai ad incontrarsi, è solo nella loro mente che si compie questa catarsi, nella realtà le cose sono diverse ed ognuno rimane nella propria sfera. Il video racconta tutto ciò e lo esalta, trova modi particolari e un’atmosfera crepuscolare per rendere al meglio i concetti espressi nella canzone.

La parte migliore è stato girato in diverse location esterne tra le campagne di Gubbio, Perugia e Foligno: “Sicuramente la cosa più particolare è stata girare solo l’ultima parte del video insieme alla coprotagonista, tutto il resto è stato girato separatamente, anche il lavoro fatto per la ricerca delle location è stato interessante, ognuna rappresenta lo stato d’animo del pezzo in quel momento, bellissima esperienza.

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Le sonorità di MaveRik attingono da moltissimi artisti, il background spazia da gruppi e cantanti storici come Beatles e Lucio Battisti, fino ad arrivare a tutta la scena britpop anni 90, senza dimenticare mai gruppi grunge come Nirvana e Pearl Jam. Anche l’amore per la scena indie italiana è enorme, band come Afterhours, Marlene Kuntz, Verdena e Marta sui tubi sono stati fondamentali.

Novità interessanti all’orizzonte per il cantautore umbro: “Sto lavorando ad un EP che spero riesca a vedere la luce nella prossima primavera, sarà la prosecuzione naturale del singolo in uscita e spero di avvalermi delle collaborazioni che ho avuto per La parte migliore, sarà sicuramente qualcosa di interessante e di fresco.”

Video Credits

Regia: Francesco Biccheri

Aiuto regia: Matteo Fofi

Protagonisti: Riccardo Bettelli e Daniela Innocenzi

Registrato presso lo studio “Al Fondino” di Gubbio (PG) da Walter Lanzara

Missato da Walter Lanzara e Riccardo Bettelli

Masterizzato allo studio “Maestà” di Giovanni Versari

Le riprese sono state realizzate tra luglio ed agosto 2016

Bio Il progetto MaveRik nasce nel 2014. Dopo una lunga militanza in vari gruppi rock e due album autoprodotti alle spalle, Riccardo Bettelli decide infatti di mettersi alla prova come solista, scrive canzoni da sempre e questo progetto nasce principalmente in forma acustica. Nel settembre 2014 esce il suo primo singolo (solo in formato digitale) Senza più alibi, disponibile su YouTube e scaricabile dalle principali piattaforme online (iTunes, Amazon, Spotify, Napster etc.). Per il 6 ottobre 2016 è fissata la release del nuovo singolo La parte migliore (già presentato in acustico al Tica Tica di Castiglione del Lago, PG), registrato “Al Fondino” di Gubbio con Walter Lanzara e missato allo studio “Maestà” di Giovanni Versari, correlato anche dal videoclip con Frank Biccheri alla regia. Al momento MaveRik è impegnato nella scrittura e realizzazione di un EP completo che raccolga le ultime composizioni, distribuibile non solo in formato digitale ma anche fisico.

Contatti

https://www.facebook.com/MaveRik-322494451240990/?fref=ts

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I due lati dell’elettronica dove il mainstream incontra il bitstream.

Esce il doppio album di debutto del collettivo torinese, un progetto autoriale” di musica e visual formato dal noto sperimentatore e studioso del suono Riccardo Mazza (che vanta prestigiose collaborazioni con Battiato, Gaber e Baccini, solo per citarne alcuni), dalla fotografa/videomaker Laura Pol (autrice di numerosi lavori in ambito artistico, culturale e museale) e dal pianista/tastierista Carlo Bagini (già con Statuto, Righeira, Rettore).

Genere: Elettronica, Big Beat, Techno, Dark/Ambient

Etichetta: A21 Productions

Distribuzione fisica: Machiavelli Records

Distribuzione digitale: Machiavelli Records

Streaming https://soundcloud.com/project-to/sets/the-white-side-the-black-side

Si intitola The White Side, The Black Side l’album di debutto di Project-TO, collettivo elettronico torinese prodotto da Riccardo Mazza, Laura Pol e Carlo Biagini.

Registrato negli studi di Interactivesound a Torino di proprietà dello stesso Mazza (che è anche autore delle musiche e vanta 15 anni di musica sonora/sperimentale nonché 9 CD presto pubblicati in raccolta antologica), il disco è stato realizzato in funzione del live set, vera e propria esperienza audio-visuale dove si alternano i brani del lato white, in stile elettronica/big beat, con le atmosfere più techno ambient/dark delle tracce black. Un lavoro nel quale si possono riscontrare influenze di antesignani del genere come Chemical BrothersDeadMau5Crystal MethodAncient MethodsNot WavingApparat Andy Stott.

I brani white sono caratterizzati da ritmiche potenti e incessanti, spesso stratificate e combinate con sonorità elettroniche e percussioni/batterie registrate in studio. Il sound è ricco di suoni sintetici con imponente uso di sintetizzatori analogici e digitali. I brani black sono il “negativo fotografico” più bitstream dei brani white, ogni black è un’interpretazione del suo white corrispettivo dove l’arrangiamento più techno/dark ha modificato profondamente le sonorità e la stesura, mantenendo la stessa esatta durata.

Percorsi che si intrecciano simbolicamente attraverso voci e suoni che richiamano talvolta simboli universali come nel caso di Sign of the Earth, dove compaiono canti dei monaci tibetani Look Further, il cui tema è segnato da cori gregoriani o ancora I-Hope, caratterizzato dal discorso di apertura al Parlamento indiano di Indira Gandhi e seguito dal commento “I Hope” di Hillary Clinton; le immagini sono legate al nostro territorio per sottolineare le nostre radici e la nostra cultura.

Il doppio LP è stato infatti prodotto insieme al progetto visivo originale che ne è parte integrante. Sei videostory che rappresentano i sei momenti white, ovvero un viaggio onirico dei due personaggi protagonisti che vivono esperienze diverse e si incontrano solo occasionalmente e di sfuggita e che durante il live set si evolve con le atmosfere visive più dark e astratte a sostegno delle tracce black. Un progetto video in parte ispirato all’album Further dei Chemical Brothers datato 2010, composto da otto brani accompagnati da altrettante, corrispondenti clips (https://www.youtube.com/watch?v=nuTQq0dXm-M).

Il video di I-Hope ad esempio ha come filo conduttore la strada che attraversa l’Italia dall’estremità della Puglia alla città di Torino, la ripresa originale è stata effettuata interamente in time lapse in 9 ore di viaggio e compressa nel tempo del brano.

I-Hope https://www.youtube.com/watch?v=Spm-6Ts60eU&feature=youtu.be

Oppure Look Further, dove la visione in soggettiva riprende il tuffo da un ponte nel fiume Po che si trasforma in un viaggio onirico sott’acqua (in questo caso la telecamera è stata realmente gettata dal ponte nelle acque del fiume).

The White Side videostory https://vimeo.com/171486377

Le riprese sono originali, realizzate in studio e in esterni. Animazioni, videoclip, personaggi in silhouette e texture geometriche astratte generate con appositi programmi di simulazione di modelli fisici sono le caratteristiche della produzione. Lo spettacolo è eseguito interamente dal vivo con proiezioni in mapping sulle superfici del luogo che ospita l’evento: pareti, soffitti, arredi o facciate esterne. Un’esperienza immersiva che trasforma lo spazio, dove la musica elettronica diventa parte di un linguaggio artistico contemporaneo più evoluto e sperimentale pur mantenendo le caratteristiche di un evento dance e di tendenza.

Sebbene nuovissimo, Project-TO ha già eseguito performance di alto profilo come l’Opening Party di Artissima a Torino (novembre 2015), la serata inaugurale di Torino City of Design (dicembre 2015) e il Fuorisalone in appartamento Lago in Brera per Milano Design Week (aprile 2016).

https://www.youtube.com/channel/UCmhPNPA6lBkOC9KtQfHubOw

studio-3

Riccardo Mazza –L’artista multimediale torinese non è nuovo a spettacoli-evento fuori dall’ordinario. Come già scriveva la storica rivista SM nel 1997 (https://db.tt/MpUMAF8l):

Ci risulta molto difficile trovare una definizione canonica per il concerto-rappresentazione Interactive Music Project op.1 al quale abbiamo assistito presso i Magazzini Generali di Milano. Se il termine concerto ci sembra riduttivo, anche quello di rappresentazione è inadeguato, in quanto è proprio il carattere multimediale dello show la chiave di lettura dell’evento.”

Tre anni dopo, nel 2000, sempre SM dedica un interessante speciale a Mazza e al suo “Comporre in Surround” (https://db.tt/gqRd81HV) lodandone la sperimentazione creativa e la capacità di “sviluppare strumenti estremamente personali ma allo stesso tempo risolutivi come tecnologie hardware, software, analisi dello spazio, strumenti per la didattica e la trasferibilità delle metodologie operative”, la cui funzione è quella di creare “un ambiente audio il più possibile immersivo, capace di rendere delle immagini sonore che avvolgono l’ascoltatore, ponendolo al centro di un ambiente auditivo tridimensionale”.

Compositore, docente alla Scuola di Alto Perfezionamento Musicale di Saluzzo e artista multimediale specializzato nella ricerca sonora sperimentale e interactive design, Riccardo Mazza è noto per la collaborazione con artisti nazionali del calibro di BattiatoGaber e Baccini (solo per citarne alcuni) e vanta numerosi apprezzamenti e riconoscimenti sia in Italia che all’estero per la sua ricerca nel campo della psicoacustica e della spazializzazione. È infatti autore di:

– Renaissances FX Dolby Surround Encoded Library, la prima raccolta di effetti sonori al mondo per il cinema e la televisione realizzata in Dolby Surround spazializzato (2000) che desta l’interesse della stampa internazionale con le riviste Audio Media e Mix Magazine le quali dedicano al progetto un lungo articolo: https://db.tt/WMHTKzQl https://db.tt/6LGQS67o

– Scoperta e realizzazione del modello psicoacustico delle “onde del sonno” (2003) con l’invenzione del materasso che aiuta a dormire che gli varrà il riconoscimento da parte del Politecnico di Torino e una serie di articoli sulle maggiori testate e riviste nazionali tra cui Repubblica (https://db.tt/SlLAebBd) e Millionaire (https://db.tt/daIhvWNw). Tramite uno speciale altoparlante inserito nell’imbottitura, dal materasso si propagano infatti le onde a bassa frequenza (il cui effetto è stato scientificamente dimostrato) procurando un relax doppio, molto più profondo di quello indotto da un CD sul comodino.

– SoundBuilder, il primo software per la sonorizzazione audio su video per la creazione di contributi in surround presentato all’AES (Audio Engineering Society) di New York (2006).

Di recente uscita è anche la raccolta monografica/antologica Experimental Works 2000-2015: 9 CD (editi da Machiavelli Music Publishing) che contengono tutti i lavori di musica e sonorizzazione sperimentale degli ultimi 15 anni opportunamente rivisti, remixati e rimasterizzati. Ciò comprende gli ambienti sonori realizzati da Mazza per musei e mostre, le opere acustiche create in ambito arte contemporanea, il noise generato dagli algoritmi di sintesi sonora, fino alle registrazioni spaziali catturate in giro per il mondo e quindi rielaborate in tracce sonore. Ogni CD avrà un suo tema specifico.

Carlo Bagini – Musicista turnista per concerti sul territorio nazionale, è stato tastierista e chitarrista per il celebre gruppo ska italiano Statuto ed ha inoltre collaborato con RettoreRigheira e Marco Carena. Collaboratore in studio di registrazione; esecutore di musiche per compagnie teatrali; arrangiatore, autore, compositore di musica leggera; trascrittore partiture musicali; regista trasmissioni radiofoniche (diretta e postproduzione); autore di colonne sonore per radiodramma, jingles radiofonici, commenti musicali per audiovisivi e produzioni multimediali; insegnante di pianoforte, tastiere, basso elettrico, teoria musicale e computer music presso istituti musicali privati; composizione, produzione musicale, sequencing ed esecuzione delle musiche per gli spettacoli multimediali di danza e flamenco “Roulhot” (2012), “Solo” (2014) e “Joglando” (2016) della Compagnia di danza Terra d’Ombra; musicista negli spettacoli di Improvvisazione Teatrale di varie compagnie quali Lega Italiana Improvvisazione Teatrale, Imprò, Quinta Tinta, Teatrosequenza.

Laura Pol Versatile e creativa, dopo aver frequentato la scuola d’arte Fortman Studios a Firenze dall’inizio degli anni 90 si dedica alla fotografia professionalmente. Dopo alcuni anni di collaborazione presso uno studio di produzione video a Milano, la sua ricerca si evolve negli anni 2000 unendo le varie discipline delle arti visive, in ultimo a live sets, progetti musicali, elettronici e di arte contemporanea. Attiva da anni nell’ambito creativo e professionale, si è occupata anche di archivi fotografici curando e organizzando mostre d’arte e di fotografia. I suoi progetti fotografici sono stati esposti in numerose esposizioni d’arte contemporanea.

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The White Side

I Hope

Sign of the Earth

Look Further

Rebirth

Ya-Ho

Roger

The Black Side

Black I Hope

Black Sign of the Earth

Black Look Further

Black Rebirth

Black Ya-Ho

Black Roger

Biografia Project-TO nasce da unidea di Riccardo Mazza (compositore, docente presso la Scuola di Alto Perfezionamento Musicale di Saluzzo, artista multimediale specializzato nella ricerca sonora sperimentale e nell’interactive design) e la fotografa e videomaker Laura Pol. E’ un progetto autoriale” di musica elettronica e visual che, insieme al tastierista Carlo Bagini già noto per aver collaborato insieme a band come gli Statuto, Righeira e Rettore, si sviluppa dall’interazione di elementi puramente elettronici con composizioni originali eseguite dal vivo insieme agli elementi visivi anchessi eseguiti in tempo reale durante il live set. Un progetto in continua evoluzione che trasforma lo spazio in cui vive, generando performance live differenti ad ogni esibizione.

Contatti

www.project-to.com

https://www.facebook.com/projectto

www.machiavellimusic.com



Sazcover

Secondo lavoro in studio per la band pavese che al pop psichedelico in chiave Sixties degli esordi mescola adesso l’oscurità orchestrale del post rock e un approccio melodico più libero dalla forma canzone. Un sound evocativo, denso e poderoso in cui fanno la comparsa echi tenebrosi dei primi anni 80 e una sorta di verve kraut e avant-garde.

Genere: rock/alt-rock/experimental

Etichetta/Distribuzione: Lady Blue Records

Release Date: 18/07/2016

Spotify https://play.spotify.com/album/0pMQUtvAJGc3ZTdLXPQUOE

iTunes https://itunes.apple.com/it/album/saz-ep/id1132004653?l=en

Esce il 18 luglio per Lady Blue Records il nuovo, atteso lavoro degli Sharazad, secondo EP di quattro tracce dal titolo Saz.

Il gruppo pavese ci propone la sua evocativa miscela di alternative rock, psichedelìa e post rock. Il singolo scelto per presentare il nuovo EP è You Will Never Know, brano disco-stoner in chiave surf, accompagnato da un originale videoclip completamente autoprodotto, ideato e girato da Alessandro Moroni e Giulia Ratti con il montaggio a cura di Luca Loreti.

You Will Never Know https://www.youtube.com/watch?v=IYoLCyWy7xU&feature=youtu.be

Il progetto Sharazad non ha ancora compiuto due anni di vita che i cinque ragazzi hanno già collezionato numerose date, con ottimi riscontri di pubblico e critica, in locali prestigiosi come il Samo di Torino, il PocaPaglia e lo Spaziomusica di Pavia nonché il Piccadilly di Ancona e il Maverick di Alessandria. Sono ora alle prese con questo secondo lavoro prodotto da Vincenzo De Leo nel mitico studio di Cologno Monzese “Crossroad Recording” che l’estate scorsa ha visto nascere il brillante esordio.

Grazie all’enorme lavoro di scrittura e arrangiamento e fatto tesoro dell’esperienza maturata dal vivo, l’obiettivo degli Sharazad è adesso quello di alzare l’asticella, andare oltre i limiti e fare qualcosa di realmente nuovo. Dopo una lunga pre-produzione, la scelta ricade su quattro brani.

Il sound del gruppo infatti si fa denso e poderoso, il pop psichedelico degli esordi si mescola adesso con l’oscurità orchestrale del post rock e un approccio più libero nelle melodie e dalla forma canzone. Fanno la loro comparsa nelle sonorità della band echi tenebrosi dei primi anni 80. Le chitarre imponenti, le linee vocali emotive e i synth polifonici creano, insieme al Mellotron, layers stratificati e melodie insidiose. Tra ebow, voci telefoniche, fuzz e sequencers, strumenti etnici e drum machines, i cinque ragazzi dell’Oltrepò ci mostrano la loro visione di una musica moderna variegata ed intensa.

Tracklist

1. You will never know

2. Che stronza sei

3. Saz

4. L’angolo buio

Rassegna Stampa

Gli Sharazad (…) hanno un loro stile, una musicalità accattivante, per niente scontata e specialmente hanno il piacere di sperimentare, con gusto e senza pretese o esagerazioni. Un risultato ottimo per essere un gruppo che sta in piedi da meno di un anno e che, con ogni probabilità, il più lo ha ancora da dire.” http://www.taxidrivers.it/75675/indievision/sharazad-sharazad-ep.html

Preparatevi a riscoprire una parte di voi che forse avevate dimenticato da tempo, a cadere giù (come è successo a me), per poi rialzarvi e gridare alla Vita assecondando l’esplosione di chitarre. Oppure calatevi nelle profondità della vostra malinconia con “Arvo”, dal sound decisamente più alternativo e sperimentale ma altrettanto coinvolgente e taumaturgico.” http://www.audiofollia.it/sharazad-sharazad-ep.html

Gli Sharazad scodellano atmosfere di pacifiche sonorità alla ricerca dell’estasi e alla scoperta di una spiritualità perduta, in cui si fondono le tonalità eteree con quelle più dure, accompagnandoci in un’esperienza musicale quasi mistica. In questo, il gruppo, riesce bene e propone una miscela inebriante di rock classico anni ’60 e ’70, rock alternativo sperimentale con un tocco di drone music, il genere che La Monte Young definì nel 2000: “la branca timbrica prolungata del minimalismo”. Gli Sharazad, quindi, confezionano un prodotto musicale veramente originale. Una sorta di gruppo post filo di congiunzione tra alcune sonorità Beatlesiane e la ricerca di Brian Eno.” http://www.cinemafreeonline.com/2015/11/le-atmosfere-mistico-rock-degli-sharazad.html

Biografia

La musica degli Sharazad nasce in un cavernoso capannone della provincia di Pavia, durante i primi mesi del 2015. Alessandro, Diego e Federico, legati prima di tutto da un’amicizia duratura, da una grande passione condivisa per la ricerca sonora e reduci dall’esperienza musicale appena conclusasi con i Bosphore, si riuniscono e cominciano a comporre nuovi brani. Dal rock classico anni 60 alla musica drone, melodia chiara e diretta arricchita da strati di loop, sintetizzatori monofonici, beat elettronici minimal ed esperimenti sonori di vario tipo. La calda estate del 2015 segna la prima tappa fondamentale nel percorso degli Sharazad presso il Crossroad Recording Studio di Cologno Monzese, il trio registra il primo EP omonimo di quattro tracce firmando con Vincenzo De Leo un contratto per la neonata etichetta indipendente Lady Blue Records. I brani che ne risultano restituiscono le varie influenze del gruppo dando comunque spazio a sonorità originali e alle ricerche personali dei singoli elementi, dove il rock psichedelico degli anni 60/70 si fonde con alternative, elettronica e folk, il tutto legato da un certo gusto pop sofisticato per le melodie e un’inclinazione a sperimentare. Il risultato è un EP denso e stratificato, etereo e complesso, emozionante ed intimista, il lavoro piace e viene accolto molto bene da critica e ascoltatori. Successivamente all’esperienza in studio si uniscono agli Sharazad Simone e Stefano, rispettivamente batteria e chitarra dei Moira Diesel Orchestra, per aiutarli ad ottenere live lo stesso impatto ottenuto nelle registrazioni. Dopo apparizioni al Samo di Torino, al Piccadilly di Ancona, al Pocapaglia Spaziomusica di Pavia e molte altre, la band rientra in studio nell’aprile 2016 al lavoro sul seguito dell’esordio. In una sorta di rivoluzione sonora, gli arrangiamenti si arricchiscono e al contempo risultano più snelli e a fuoco, il sound è sempre variegato ed etereo ma più possente ed evocativo, lo stile è assimilabile al primo lavoro, ma si modifica, cresce d’impatto, matura. Qui infatti il post rock fa capolino più prepotente,e insieme all’approccio psichedelico e melodico in chiave Sixties, fanno la loro comparsa anche lati oscuri dei primi anni 80 e una sorta di verve kraut e avanguardia. Il singolo/videoclip di presentazione del nuovo lavoro è “You Will Never Know”. La data d’uscita dell’album è fissata per il 18 luglio 2016.

Contatti

Sharazad https://www.facebook.com/pages/Sharazad/660207720791668

Lady Blue Records https://www.facebook.com/ladybluerecords

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PagniniMare

Nuovo videoclip dall’album “Maschere” del cantautore pesarese. Un brano dalle atmosfere pop folk che miscela ritmiche incalzanti e ballabili con suoni più melodici di chitarra acustica e fisarmonica.

https://youtu.be/wixtKcLc91I

Mare è il nuovo singolo/videoclip di Davide Pagnini, estratto dall’album d’esordio Maschere (PMS Studio). Un brano dalle sonorità pop folk che miscela ritmiche incalzanti e ballabili con suoni più melodici di chitarra acustica e fisarmonica. La metrica del testo è fitta e le parole scorrono rapide su una melodia orecchiabile che passa da atmosfere più introspettive ad aperture orecchiabili ed estive. Alcune sfumature di Mare richiamano cantautori come GazzèJovanotti Mannarino.

DavidePagnini2

C’è una parte di noi che si sente osservata, giudicata, criticata e spesso accusata dagli altri. E’ quella parte che ci fa essere guardinghi e chiusi in noi stessi. L’altra parte, però, è felice e spensierata e se ne frega di tutto, vivendo la libertà e lasciandosi cullare da ciò che accade. Ho scritto questa canzone raccontando l’equilibrio tra queste due facce della personalità umana che spesso sono in contrapposizione e danno vita a comportamenti curiosi, bizzarri e apparentemente inspiegabili.

Video Credits
Prodotto da Woodcutters e PMS Studio.
Regia di Francesco Agostini.
Interpretato da Davide Pagnini e Antony Agostini.

Tutte le riprese sono state girate in mezzo alla gente sia ad Atene che a Santorini e molti curiosi, come racconta Pagnini, hanno lasciato dei soldi credendolo artista di strada. L’ukulele azzurro è stato sempre presente, dalle spiagge, alle vie del centro, alle discoteche, alle piazze, a dentro i monumenti, richiamando l’attenzione di tanti turisti desiderosi di fotografarsi insieme al cantautore.

Siamo stati così presi dalle ultime scene del video che abbiamo sbagliato giorno di rientro in Italia e abbiamo perso due aerei, dovendo rimanere in Grecia due giorni in più senza un tetto né soldi. Per questo motivo abbiamo suonato per le strade per guadagnare qualcosa e siamo stati svegli 50 ore di fila. Ne è valsa la pena. 7.20 euro.

L’estate sarà all’insegna dei concerti e il progetto principale è quello di portare il disco e il nuovo singolo in giro per l’Italia anche dal vivo. “Preparerò tre nuovi inediti per i grandi concorsi dell’autunno, cioè Musicultura e Sanremo Giovani e nel frattempo sto scrivendo tante nuove cose.

Next Gigs

2 luglio, Pesaro, Festa del Porto
9 luglio, Verona, Sagra del Carmine, opener ai Gem Boy
15 luglio, Bolzano, AurOra – Circolo Arci,
16 luglio, Castelnuovo del Garda (VE), Splatter
7 agosto, Ozzano (BO), Agosto con noi Festival

L’album Maschere affronta molte tematiche, dall’amore passionale al tempo che scorre, dal ritmo incostante della vita ai tramonti romantici delle nostre terre, dal bisogno di viaggiare alla ricerca di fermarsi. E’ un disco introspettivo ed emozionale, dove non mancano, però, brani ritmati in stile più folk e funky.

Streaming: https://open.spotify.com/album/6KjyIqNLM0aAGi0BFYsz1i

Bio: Davide Pagnini nasce a Pesaro il 16 settembre 1988. All’età di 7 anni si avvicina alla musica attraverso lo studio del pianoforte. A 10 anni si iscrive al Conservatorio G.Rossini di Pesaro e viene ammesso alla classe di chitarra classica, passione tramandata dal papà Gabriele. A 15 anni scrive le prime canzoni, scoprendo nella composizione la sua più grande passione. Nel 2008 conosce Francesco Gazzè, fratello e autore di Max, con il quale intraprende una stretta collaborazione che lo porta a sperimentare nuovi metodi di scrittura. Nel 2009 firma il primo contratto editoriale con Linea Due Edizioni, fortemente voluto da Francesco Gazzè. Nello stesso periodo fonda il duo Ebanoh con il violoncellista Jacopo Mariotti, sviluppando arrangiamenti particolari e raffinati per i suoi brani, dando vita ad un progetto inedito in Italia che conta circa 200 date, due dischi pubblicati dalla casa discografica PMS Studio e diversi concorsi vinti. Negli stessi anni produce alcune colonne sonore per i cortometraggi del regista Mattia Allegrucci. Nel 2013 scrive due brani presenti nel primo disco della cantante Eleonora Mazzotti e parallelamente conclude il suo primo progetto discografico con gli Ebanoh. Nel 2014 vince per la seconda volta il concorso “Fuori le idee”, che gli da la possibilità di suonare un suo brano con l’orchestra sinfonica Rossini e dividere il palco con Enrico Ruggeri. Dopo l’uscita dell’album Schizzi degli Ebanoh, firma un nuovo contratto discografico da solista. Si presenta con un progetto di nuove canzoni e sonorità, che accompagnano testi dal carattere più emozionale e melodico. Il suo produttore e manager Raffaele Montanari lo aiuta fortemente con lo sviluppo di arrangiamenti importanti, anche con il coinvolgimento di grandi musicisti professionisti. Nella seconda metà del 2014, Davide propone una nuova linea di concerti live, esibendosi esclusivamente con chitarra e voce. Conta circa 40 concerti nell’ultimo anno, anche in piazze e teatri di prestigio, come il Teatro Rossini di Pesaro, accompagnato per la seconda volta dall’orchestra sinfonica. Nel dicembre 2014 pubblica il singolo/video Chiedersi perché, che raggiunge i 2000 download nei primi giorni di vendita. Il 15 giugno 2015 pubblica il secondo singolo Rosso di sera. Il relativo video vince il premio di “Miglior fotografia di un video emergente”, supera in due mesi le 10.000 views su YouTube e vende 2000 copie digitali. Il 27 dicembre 2015 esce il suo primo album solista Maschere che nel primo mese vince “Miglior disco della settimana” su CiaoRadio e vende 2500 copie tra digitali e fisiche. Il disco contiene dodici brani inediti, compresi i due singoli precedentemente pubblicati, oltre ad una bonus track.

Contatti
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Nuovo videoclip dall’album “Fuck Simile” del cantautore electro-vocal toscano. Un brano dance dalle tinte acide, che “parla” poco ma che dice tanto dei nostri approcci e modi di vivere le varie situazioni, le relazioni d’amicizia e d’amore, che spesso oggi intratteniamo.

https://youtu.be/RQFV-nOMTBc

Ormonauti è il nuovo videoclip di YATO, estratto dall’album Fuck Simile uscito a marzo 2016.

Un brano dance dalle tinte acide per il cantautore electro-vocal toscano: nella musica e nell’arrangiamento, nel testo e in questa disarticolata e a tratti surreale coreografia che vede una giovane ragazza seguire a passo movimenti sinuosi lasciandosi trasportare dal mood dell’intera canzone. “Senso!…è una ragione di esistere” e “Penso!…che voglio roba facile”: sono estratti dalle strofe di questa traccia che non “parla” tanto ma che dice qualcosa di essenziale dei nostri approcci e modi di vivere le varie situazioni, le relazioni d’amicizia e d’amore, che spesso oggi intratteniamo. Un brano contemporaneo, molto strumentale e con poco testo ma incisivo.

Ormonauti riporta attraverso il suo beat essenziale ed ostinato ed i suoi improvvisi suoni, così acidi, a quell’insieme di pensieri, emozioni e sensazioni sempre a precipizio, sul baratro della propria pulsione e dell’agire..fra restare e fare. Un vero e proprio parco giochi, forse tutto mentale e di pancia, ma che fa saltellare, disarticolare e cercare un proprio spazio d’eleganza e di femminilità alla ragazza, protagonista della clip video.

Video Credits

Regia e montaggio: Jacopo Jenna di French Friess Studio

Girato interamente nei “non luoghi” della città di Firenze, il video è interpretato coreograficamente, oltre che eseguito, da Sara Sguotti.

Un’interpretazione coreografica che mixa step precisi di danza a movimenti che rendono allo spettatore un’atmosfera quasi surreale in cui il corpo, forse oggi così spesso dimenticato nel suo reale o comunque spesso camuffato e coperto nei suoi legami con il mondo esterno, trova e cerca una sua posizione e lo fa attraverso degli “snodi”, con la ricerca quasi di un riassemblaggio articolatorio. Un brano che “parla” poco ma che dice tanto attraverso frasi incisive ed un video in cui la danza esce dalla sua mera formalizzazione e iconoclastia per cercare un suo spazio di legittimità. La ripresa segue incessantemente questi movimenti facendo del videoclip una sorta di performance dance che già di per sé, assieme al brano, si fa “corpo che parla”.

Next Gigs

18.6.16 @ Festa della Musica di Mantova

15.7.16 @ Theremin Live Music Club, Cinquale (MS)

Past Gigs

29.5.16 @ Castello Scaligero, Villafranca (VE)

28.5.16 @ Splatter Bar, Castelnuovo del Garda (VE)

22.5.16 @ Pianeta Melos, Pistoia

7.5.16 @ Il blocco, Verona

6.5.16 @ AurOra Circolo Arci, Bolzano

29.4.16 @ Le Murate, Firenze

Bio YATO – Cantautore electro vocal (nome d’arte di Stefano Mazzei) è un progetto musicale e artistico di recente pubblicazione, nasce a giugno 2014 e raccoglie in sé tutte le esperienze pregresse in band e live set di Stefano Mazzei. Una struttura dei brani non convenzionale. Con “In-Nocuo” e “Servo di un’idea” si presenta al pubblico l’unicità di questo cantautore: un’anima underground che si esprime con i vocal loop nella scrittura e composizione della forma canzone in stile cantautorale. Una sorta di performance vocale da cui prende forma la forma canzone. Fra le primissime pubblicazioni se ne ricordano anche i videoclip di “Idolatrina” e di “Agli Illusionisti del Mondo”. “Servo di un’idea” ed “In-Nocuo” sono due degli otto brani presenti nel primo album in uscita a marzo 2016. Ha partecipato attivamente come cantante nella zona di Firenze in band alternative rock come La Fabbrica, Mood Garden Celluloid e nella scrittura di canzoni con la “vecchia guardia” del panorama cantautorale fiorentino come con il calabrese Tommaso Talarico ed altri. Fondatore di progetti in trio acustico sperimentale e compositore di colonne sonore e di ambiente ai reading di poesia. Yato è già al lavoro per promozione e nuovo videoclip. “Fuck Simile” raccoglie otto brani di cui tre già lanciati durante il primo anno di pubblicazione, fra la fine del 2014 ed il 2015, e cinque nuovi inediti per questo particolare ed allo stesso tempo radiofonico panorama musicale italiano “electro cantautorale”.

Contatti

www.facebook.com/yato.music

https://soundcloud.com/yatocantautoreelectrovocal/sets/fuck-simile

https://itunes.apple.com/it/album/f**k-simile/id1088923778

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LorisDalì

Terzo singolo/videoclip estratto dall’album “Scimpanzé”. Un brano malinconico a cui il cantautore piemontese ha impresso l’atmosfera di un locale in cui ci si perde una notte, usciti senza nessuna aspettativa.

Genere: folk / cantautorato

Etichetta: Auto-produzione

Release Date: 13.6.2016

https://www.youtube.com/watch?v=E_AHCM6sceg&feature=youtu.be


Di nuovo ubriaco è il terzo singolo estratto dall’album Scimpanzé di LorisDalì. Il video è stato girato da Marcello Nigra presso Il Circoletto di Pont Canavese (TO), con due camere fisse e del buon vino.

Il brano è una descrizione di ciò che accade a molti.” – afferma il cantautore piemontese – “Si esce di casa per comprare le sigarette e si torna a casa all’alba, senza sapere come mai. Magari perché ci si è lasciati trascinare a cena, a tutto ciò che ne consegue, da un amico per poi tornare a casa nella vana speranza che la propria compagna ci stia aspettando per fare l’amore dopo una serata da Notte da leoni“.

Il sound della canzone è frutto di una session di registrazione in presa diretta, come d’altronde per quasi tutto il disco Scimpanzé. LorisDalì ha cercato di imprimere al brano l’atmosfera di un locale in cui ci si perde una notte, usciti senza nessuna aspettativa.

Il video è stato girato riprendendo per diverse volte la scena. Nei bicchieri c’era davvero del vino, dell’ottimo Cerasuolo d’Abruzzo, ma purtroppo per LorisDalì le take sono state numerose.

Ascolta Scimpanzé: https://soundcloud.com/i-dal/sets/scimpanz

Il nuovo disco di LorisDalì si intitolerà Gekrisi ed uscirà a febbraio 2017. Sarà ancor più cantautorale e suonato in prima persona. Un disco poliedrico dalle molteplici sonorità e atmosfere, con una virata verso il puro cantautorato.

Video Credits

Regia: LorisDalì

Direttore della fotografia: Marcello Nigra

Durante le riprese nessun barista ha subito maltrattamenti e nemmeno un bicchiere di vino è stato sprecato. Si ringraziano Ivo, Livia e il Circoletto per l’ospitalità.

Bio: Loris Dalì suona in vari gruppi dai famigerati tempi della scuola in poi: Love Bandits, Flashback, SS460, I Bitols, Three Heads, I Celentani, I Senatori, poi I Dalì, da cui nasce il progetto Loris Dalì. In tutti questi anni sono successe tante cose e se proprio ci si vuole avvicinare al concetto di “curriculum” biografico in ordine sparso e non completo citerei: semifinale Rock Targato Italia edizione 2012, Finale Hit Festival al Palais di Saint Vincent nel 2002, due esibizioni al Palazzetto dello Sport di Pesaro per eventi privati esibendosi sullo stesso palco con Neri per caso, Facchinetti e Paolo Belli, colonna sonora del film “Augusta” documentario presentato al GLBT festival di Torino 2011 e ad alcuni festival internazionali, partecipazione e co-organizzazione del Festival di Utòpia con ospiti Rigo Righetti e Sanchez Pellati (Ligabue), Alessio Caraturo, Achtung Babies. Uscendo dalla modalità “curriculum” ora LorisDalì è solo e soltanto “Scimpanzè”, l’ultimo disco, scritto e registrato con cura e pazienza, che esce il 15 gennaio con booking e management della Blob Agency di Bologna. Le 12 canzoni di “Scimpanzè” sono 12 storie, spesso autobiografiche, in cui amore e morte, crisi e felicità si mescolano tra loro, dando vita ad una cruda ma ironica rappresentazione della realtà quotidiana. Alla pubblicazione dell’album, ottimamente accolto sia da pubblico che stampa specializzata, ha fatto seguito un tour che ha toccato diverse zone della Penisola, dal Piemonte alla Basilicata, passando per Abruzzo e Liguria. Tuttavia, le pagine migliori della biografia di Loris Dalì sono ancora da scrivere.

Contatti

https://www.facebook.com/Loris-Dali-113669168643208

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